Vittime e carnefici

30 Giugno 2020Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Come mai l’abominevole assassinio di due bambini diventa il dramma di un padre disperato? La risposta non è facile e ha radici profonde: mi servirà un thread lungo per rispondere (nei limiti di quanto si possa rispondere su Twitter e non in un volume).

Mi riferisco qui ai titoli di giornale e non allo specifico caso di cronaca di cui non so nulla – quello che mi interessa è esclusivamente la risonanza sociale del fatto, non la dinamica interna. Si incrociano, in questo genere di episodi, diversi elementi. (altro…)

Cornice

17 Giugno 2020Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Una foto che gira “tagliata” maliziosamente ad arte mi ha fatto tornare in mente un vecchio intervento che feci sul tema della “cornice”. Per tirar fuori qualcosa di utile da questa meschinità, riprendo qualche spunto. La fotografia è un medium strano: tutto ciò che è al di fuori del frame è importante tanto quanto ciò che è dentro, anche se spesso non ci si fa caso.

Joseph Koudelka, Praga, 21 agosto 1968

Mentre un pittore, creando una scena, “decide” cosa esiste e cosa no nell’immagine, il fotografo “esclude” una fetta di mondo dall’inquadratura: una fetta di mondo che esiste e che viene separata dal soggetto solo, artificialmente, dallo scatto. (altro…)

Decisioni

18 Marzo 2020Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Un tweet letto ieri mi ha fatto pensare a cosa significhi “fare la scelta giusta”, in particolare in un periodo come questo. Retrospettivamente, le decisioni sembrano sempre facili, ma cadiamo in due generi opposti di inganno.

Nel primo ci ostiniamo a rivedere la situazione con gli occhi di allora, trascurando i dati di realtà che sono emersi nel frattempo, per difendere una decisione presa. E anche allora, probabilmente, siamo stati troppo deterministi. O troppo “certi”.

Nel secondo, più frequente, facciamo il contrario e dimetichiamo quanto al momento della decisione le cose che ora sono evidenti non fossero chiare. Vediamo quindi la situazione solo con gli occhi di oggi.

In entrambi i casi, il giudizio retrospettivo si basa su una sola delle possibili realtà che sono conseguite al nostro gesto. Non abbiamo mai la controprova definitiva su “cosa sarebbe successo se” (ma immaginiamo comunque di saperlo). In entrambe le situazioni ci separiamo dal sentimento di incertezza, di sospensione, anche di angoscia, che caratterizza il “non sapere” cosa ci aspetta. La de-cisione (“taglio”) è un momento turbolento e complesso che chiama in causa libertà, responsabilità, irrevocabilità. L'”actus humanus” è l’atto decisionale “libero e responsabile”. In pratica, proprio nel “decidere” (e nell'”uc-cidere” le tutte le possibilità tranne una) esprimiamo la nostra “umanità” fino in fondo. (altro…)

Paura

23 Febbraio 2020Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Parliamo di paura.

Premessa: userò qui i termini paura, ansia e angoscia in modo colloquiale e con significati parzialmente sovrapponibili. Non è un trattato di psicopatologia, mi interessa solo il senso di un ragionamento.

La paura è un’emozione naturale suscitata dalla presenza o dalla possibilità di un pericolo che induce una reazione di fuga o di difesa. Essendo noi esseri piuttosto evoluti, il concetto di “pericolo” è particolarmente esteso. Sono pericoli quindi un orso che corre verso di noi o la casa che va a fuoco, ma anche una strada ghiacciata, il conto in banca che si assottiglia, far arrabbiare la fidanzata, non passare un colloquio etc.

In pratica, guardato nella giusta prospettiva, il mondo è un enorme, gigantesco complesso di pericoli. Il nostro cervello ci viene in aiuto facendo per noi, senza che ce ne rendiamo conto, una feroce selezione. Quel che avanza viene gestito con altri trucchi. Fra questi, la razionalizzazione. Sapere cosa succede e perché ci aiuta a gestire il problema. Pensare di sapere cosa succede e perché ci aiuta a tenere sotto controllo l’ansia.

Essendo il mondo governato da (così pare) leggi fisiche, conoscere i nessi causali è una strategia vincente nel 99% dei casi. Il problema è che nel 99% dei casi siamo anche costretti a fare un’opera di semplificazione: “Esco di strada perché la strada è ghiacciata” è sostanzialmente vero, ma lo dico senza aver valutato il coefficiente di attrito, la massa dell’auto, la superficie della strada nel punto in cui ho perso il controllo etc.; tralascio un sacco di dettagli. (altro…)

Straniero

27 Luglio 2019Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

In questo tweet di @antoniospadaro c’è un termine che mi ha colpito molto e su cui sto riflettendo da ieri: straniero.

Siamo abituati a formule politicamente corrette ed edulcoranti: extracomunitario, migrante, rifugiato…; eppure la parole più democratica è proprio “straniero”. Il problema non è spogliarla della sua connotazione negativa. Anzi. Il problema è mantenerne tutte le connotazioni, anche le più complesse. Per associazione libera, mi sono venute subito in mente tre cose, che riporterò senza un particolare filo logico o ordine sensato.

1 – Lo straniero di Camus, e quanto l’essere “straniero” del protagonista abbia poco a che fare con la sua nazionalità. Nulla da aggiungere su questo, lo lascio come suggestione aperta.

2 – Dioniso, il “Dio straniero”, che ha come tratto specifico quello di arrivare da fuori e di apparire per “epifania”. Nessun posto è “casa sua”.

Dioniso non è mai invitato, previsto, e quando arriva la reazione è di sconcerto. Non è solo “straniero”, è anche “strano” (o “estraneo”). Abbastanza strano da essere straniero ma anche abbastanza simile da essere greco. Sempre xènos, mai bàrbaros. (altro…)

Verità e Fotografia

18 Settembre 2018Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Molte fake news si basano sulla distorta interpretazione di una foto. Diamo per scontato che la fotografia sia oggettiva: del resto, noi crediamo innanzitutto “ai nostri occhi”. La mia storia preferita, quando devo spiegare questo tema, riguarda una foto di Joel Sternfeld.

1º livello (la foto): Joel Sternfeld, McLean, Virginia; December 1978. Un commento che lessi una volta a questa foto la interpretava così: mentre i colleghi rischiano la pelle per domare un incendio, un pompiere si compra incurante una zucca.

2º livello (la storia): Sternfeld sta passando nei pressi di un campo di addestramento quando assiste a questa scena. L’incendio è finto, il pompiere inquadrato è in pausa. Questa informazione supplementare cambia completamente l’interpretazione dei fatti.

3º livello (la storia della foto): Sternfeld racconta anni dopo che non aveva idea si trattasse di un addestramento. I livelli di realtà e interpretazione si rimescolano ancora. Ancora più emblematica quindi la scelta del titolo: vago, generico.

4º livello: Quando ho raccontato questa storia ad Augusto Pieroni (docente a Officine Fotografiche), mi ha risposto che probabilmente – conoscendo Sternfeld – egli avesse visto soprattutto “l’arancione” (zucche-fuoco). L’incursione nello sguardo del fotografo apre un altro piano di lettura. (altro…)