C’era una volta (e c’è ancora)

6 Novembre 2025BombaCarta, 🇮🇹 Italiano

Tutte le favole iniziano allo stesso modo. Il “C’era una volta…” sancisce l’inizio di una storia senza però dire ancora nulla della storia stessa; è piuttosto un monito: fate attenzione perché ciò che segue è importante. Effettivamente lo è: le favole vengono raccontate, la loro natura più intima è orale e le parole volano, scivolano via come la corrente di un fiume. La favola “avviene” tutta nel presente e non si cura di ciò che fu prima (di quella volta che “c’era”) né di ciò che avverrà dopo (che “vissero felici e contenti”).

Nella frase “c’era una volta” si raggiunge la massima carica di aspettativa: da questo momento in poi tutto può essere e fra poche sillabe solo qualcosa sarà – e di quel qualcosa verrà raccontato il resto della storia facendo riprecipitare tutte le altre possibili favole in un serbatoio infinito e misterioso cui solo talvolta si accenna con aria solenne (“ma questa è un’altra storia…”).

Eppure, a ben vedere, le favole sembrano tutt’altro che infinite. Anzi, tornano e ritornano: Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pollicino… si direbbe che sono piuttosto sempre le stesse.