Fotografia e potere

27 Dicembre 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

“Incompetente”, “sciatto”, “meschino”: così è stato definito sommariamente nei commenti social dell’universo MAGA il lavoro del fotografo Christopher Anderson a corredo di alcuni servizi di Vanity Fair sullo staff della Casa Bianca. L’impressione che i trumpiani hanno avuto è che Anderson “li abbia fatti venire male”; dal campo avverso fioccano commenti del genere di “non li ha resi brutti: sono brutti”, in una celebrazione forse un po’ troppo entusiasta della fotografia come strumento di irriducibile disvelamento della verità. Come sempre quando si parla di fotografia, però, la realtà delle cose va letta attraverso diverse filigrane.

L’immagine strappata

29 Agosto 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

“L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia”, scriveva László Moholy-Nagy a proposito di un medium, quello fotografico, che era ancora tutto da capire ed esplorare.

Che l’immagine fotografica – a dispetto della “riproducibilità tecnica” che offre di sé e del mondo reale – sia tutt’altro che obiettiva è un principio, infatti, noto da sempre. Quello spicchio di realtà, di mondo, di esistenza raccolto nel rettangolo dell’inquadratura, è il frutto di un lungo elenco di decisioni.

Alcune sono predeterminate: la qualità ottica dell’obiettivo, le caratteristiche fisiche del sensore (o, in pellicola, dell’emulsione), il programma con cui l’immagine viene analizzata, compressa, registrata etc. Queste sono tutte decisioni prese prima ancora che l’apparecchio fotografico esista e lo stesso fotografo può controllarle fino a un certo punto (gli algoritmi del cosiddetto “negativo digitale” per esempio, il RAW, sono protetti dal segreto industriale).

Verità e fotografia: Joel Sternfeld

2 Maggio 2022Fotografia, Video, 🇮🇹 Italiano

Ho realizzato un breve video sul rapporto tra “Verità” e immagine (fotografica, ma non solo). L’idea sarebbe quella di ricostruire un discorso intorno a certi argomenti che mi sono cari e che sono all’incrocio tra psichiatria, immagini, tecnologia ed esperienza artistica.

Tra il 2002 e il 2010 avevo fondato un gruppo (Asterione) che si occupava di questo genere di cose e che è diventato progressivamente una sorta di braccio “scientifico” di BombaCarta. Sul canale trovate anche due video di allora (siamo stati pionieri…).

Non so se riuscirò a ricostruire il gruppo, né dove la cosa andrà a parare, ma intanto si inizia e vediamo che succede…

Gesti simbolici

22 Giugno 2021Fotografia, Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Alle Olimpiadi del 1968 gli atleti Smith e Carlos (medaglie d’oro e di bronzo per i 200m) sollevano il pugno chiuso avvolto in un guanto nero. Sul terzo uomo, l’australiano Peter Norman, c’è molta confusione. L’apparente non-partecipazione di Norman alla protesta ha troppo spesso gettato su di lui una cattiva luce. Avrebbe dovuto alzare anche lui, bianco, il pugno? E non farlo lo rende automaticamente contrario al gesto?

Meno nota la storia dietro le quinte: mentre si avviano al podio, Smith e Carlos discutono su come si possa esprimere un gesto politico una volta arrivati lì. Solo Smith ha i guanti, Carlos li ha dimenticati. È Norman a suggerire di usare un guanto ciascuno. Chiede anche come loro preferiscano che lui partecipi alla protesta. Gli propongono di indossare il badge dell’Olympic Project for Human Rights (cosa che fa, come testimonia la foto).

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