Intelligenza (1)

12 Luglio 2026Asterione, 🇮🇹 Italiano

Nel terzo episodio di Un sacco bello (C. Verdone, 1980), un disperato Mario Brega prova a riportare a casa il figlio Ruggero che si è unito da tempo a una comune hippy. Il signor Brega lo voleva “grosso” e “forte” e si ritrova invece un figlio dei fiori che misura piaceri, doveri e preoccupazioni secondo una scala che è, ai suoi occhi, del tutto incomprensibile.

Incontratolo non proprio accidentalmente a un semaforo mentre distribuisce volantini, lo convince a fare un salto a casa dove in realtĂ  è pronta una sorpresa: ad attendere Ruggero in salotto c’è infatti don Alfio che “è un grosso studioso di morale, è un grosso filosofo”, insomma “è un omo de Chiesa co du’ cosi così”. Se non può convincerlo Brega a tornare alla vecchia vita, forse ci riuscirĂ  qualcuno piĂą autorevole.

Psicologia Pop

13 Maggio 2026Asterione, 🇮🇹 Italiano

Nel talk show di prima serata un gruppo di esperti si confronta sul movente del feroce assassino. Una frase, un gesto, la reazione a una domanda ne tradiscono il profilo psicologico. I puntini vengono uniti fino a tessere un raffinato quadro diagnostico che ne spieghi passo passo pulsioni, motivazioni, atti.

L’infettivologo divenuto popolare durante la crisi del Covid (che oggi si propone come “divulgatore scientifico”), sostiene che il “delirio di onnipotenza” di Trump potrebbe essere dovuto a sifilide terziaria.

Una pubblicità online invita a scoprire con un rapido quiz “quale tipo di ADHD sei”.

Leggo l’articolo di una “scrittrice e attivista” che spiega le ragioni della depressione post-partum.

In libreria, schierati in piĂą file su un intero scaffale, dalle rispettive copertine occhieggiano con sguardo benevolo sfilze di autori che spiegano come crescere un bambino difficile, come liberarsi dalle relazioni tossiche, come vivere felici senza sentirsi in colpa.

Tiene banco sui social la polemica su un articolo in cui Richard Dawkins conclude che Claude sia “cosciente”.

Depressione, delirio, coscienza: termini entrati nell’uso comune con l’ambizione però di mantenere il loro valore e significato tecnico. Non modi di dire, quindi, ma vere e proprie etichette psicopatologiche assegnate disinvoltamente al di fuori dello spazio clinico.

Fotografia e potere

27 Dicembre 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

“Incompetente”, “sciatto”, “meschino”: così è stato definito sommariamente nei commenti social dell’universo MAGA il lavoro del fotografo Christopher Anderson a corredo di alcuni servizi di Vanity Fair sullo staff della Casa Bianca. L’impressione che i trumpiani hanno avuto è che Anderson “li abbia fatti venire male”; dal campo avverso fioccano commenti del genere di “non li ha resi brutti: sono brutti”, in una celebrazione forse un po’ troppo entusiasta della fotografia come strumento di irriducibile disvelamento della verità. Come sempre quando si parla di fotografia, però, la realtà delle cose va letta attraverso diverse filigrane.

L’eterno settembre

16 Ottobre 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

Settembre è già lontano: ci siamo lasciati alle spalle il ricordo delle vacanze e le prime fatiche della ripresa. Il ciclo dell’anno così come lo abbiamo conosciuto a scuola si ripete ancora una volta, più o meno simile a se stesso, celebrando senza troppa gloria il proprio ufficioso capodanno. Anche chi – per lavoro o altre situazioni – sfugge a questi riti collettivi non può sottrarsi a un Paese intero che rallenta durante l’estate e riparte poi bruscamente alla conclusione di agosto. A far eccezione sono piuttosto le “matricole” di ogni ordine e grado che si trovano alle prese con un sistema totalmente nuovo e le sue regole sconosciute.

Tra gli anni Ottanta e i primi Novanta, settembre era il mese in cui si impennava l’accesso di nuovi utenti ai sistemi informatici delle università americane; i gruppi di discussione Usenet venivano improvvisamente saturati dai newbies e dal loro ricorrente afflusso di domande, errori, off-topic; il tutto veniva accolto dagli utenti anziani con reazioni oscillanti fra la benevola pazienza e l’insofferenza esasperata (“RTFM!”), nella consapevolezza che comunque, nel giro di poche settimane, i nuovi arrivati sarebbero diventati abbastanza competenti da far tornare i gruppi alla loro regolare vita quotidiana.

L’immagine strappata

29 Agosto 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

“L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia”, scriveva László Moholy-Nagy a proposito di un medium, quello fotografico, che era ancora tutto da capire ed esplorare.

Che l’immagine fotografica – a dispetto della “riproducibilità tecnica” che offre di sé e del mondo reale – sia tutt’altro che obiettiva è un principio, infatti, noto da sempre. Quello spicchio di realtà, di mondo, di esistenza raccolto nel rettangolo dell’inquadratura, è il frutto di un lungo elenco di decisioni.

Alcune sono predeterminate: la qualitĂ  ottica dell’obiettivo, le caratteristiche fisiche del sensore (o, in pellicola, dell’emulsione), il programma con cui l’immagine viene analizzata, compressa, registrata etc. Queste sono tutte decisioni prese prima ancora che l’apparecchio fotografico esista e lo stesso fotografo può controllarle fino a un certo punto (gli algoritmi del cosiddetto “negativo digitale” per esempio, il RAW, sono protetti dal segreto industriale).

Cronaca e simboli

17 Novembre 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Un paio di settimane fa sono diventati virali i video di una ragazza iraniana in biancheria intima e a capo scoperto di fronte a un’università di Teheran (il suo nome, si è poi saputo, è Ahou Daryaei). Il fermo immagine di questa giovane donna apparentemente calma in un contesto in cui basta una ciocca di capelli fuori posto per perdere la vita è diventato immediatamente “iconico” ed è stato presto associato a foto di simile significato come quella, celebre, di piazza Tienanmen.

Per la prima parte della giornata, mentre scorrevo il mio feed (mi riferirò qui a Twitter, che è l’unico social che ancora frequento con una certa regolaritĂ ), pensavo a quanto possano essere potenti le immagini e a quanto abbiamo ancora bisogno di “fotografia” per raccontare il mondo.

A una certa ora il dibattito ha però preso una piega inaspettata. Tutto nasce da un tweet particolarmente infelice di Cecilia Sala.

MentalitĂ 

22 Agosto 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Due pesci si incontrano e uno dice all’altro: “Fredda l’acqua oggi, vero?”. Il secondo risponde:

Acqua? Cos’è l’acqua?

Oltre un secolo di psicoanalisi ci ha abituato al principio che una larga parte della psiche è celata ai nostri stessi occhi: che l’inconscio sia depositario di emozioni, sentimenti, contenuti che non vediamo direttamente è un concetto ormai non particolarmente sorprendente.

Al contrario, risulta molto più difficile accettare che ci sia invisibile qualcosa che abbiamo sotto il naso come nella barzelletta dei pesci. Nel numero di oggi ci riferiamo alla mentalità, intendendo con questo termine l’insieme di idee, griglie interpretative, atteggiamenti attraverso i quali giudichiamo (sia in termini di realtà che di valore) noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda e che riteniamo “indiscutibili”. Sono i nostri assiomi. Lo sono talmente tanto, anzi, che diamo per scontato che siano universali, gli unici possibili: delle realtà autoevidenti e non bisognose di spiegazioni o giustificazioni.

No, il dibattito no!

3 Luglio 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Alcuni giorni fa mi sono trovato coinvolto mio malgrado in una discussione molto virulenta.

Tutto è partito da un commento a un commento nidificato a propria volta in un thread su Twitter senza troppe ambizioni (su uno specifico argomento e con una sola tesi molto circoscritta) cui è seguita una serie di sfide all’OK Corral e una disordinata canizza in cui si è finiti a dibattere molto confusamente de La vita, l’Universo e Tutto Quanto. Poco conta oggi l’oggetto del contendere: mi interessa invece mettere in evidenza i rischi connessi ad alcune abitudini che si sono recentemente consolidate a prescindere da questo singolo episodio.

Il lockdown ha accelerato l’esplosione di alcuni strumenti che erano riservati a più specifiche nicchie: Zoom è uscito dalle segrete stanze della comunicazione inter-aziendale così come Twitch da quelle dei gamers; sono fioriti strumenti di interconnessione (Streamyard etc.) capaci di mandare il feed verso più canali e di gestire commenti, ospiti, spettatori in modo facile ed estemporaneo; un’utenza ritenuta generalmente impaziente (anche giovane o giovanissima) si è adattata molto velocemente alla fruizione di contenuti video lunghi diverse ore.

Un mondo terribilmente complicato

2 Gennaio 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Questo post è una riedizione, con alcune limature, dell’editoriale scritto per BombaCarta nell’ottobre del 2020.

“Ah, Cindy Sondheim, saresti dovuta nascere in un’altra epoca”, commenta nostalgico l’improbabile Conte Dracula di Amore a primo morso mentre l’amata Cindy manda giù due Xanax con l’aiuto di un bicchiere di champagne.

Le cose erano piĂą semplici, meno complicate. Sai quante donne hanno avuto un esaurimento nervoso nel Quattordicesimo Secolo? Due.

PiĂą semplici, meno complicate.

Meno conoscenze, meno informazioni da elaborare e – al posto loro – una rassegnata fiducia nella Provvidenza, unico argine a una serie di iatture (pestilenze, guerre, calamità) sulle quali si aveva un controllo modesto.

E meno responsabilità: ancora felicemente ignari delle teorie di Freud che ci avrebbero regalato un po’ di autoconsapevolezza, sì, ma anche molti esaurimenti nervosi.

Il corpo

9 Ottobre 2023Asterione

Questo post è stato pubblicato originariamente come editoriale di ottobre 2023 sul sito di BombaCarta.

Pochi concetti appaiono certi e allo stesso tempo ambigui come quello del corpo. Di esso abbiamo esperienza immediata e incontrovertibile: eppure quello stesso oggetto della nostra esperienza ne è anche in un certo modo soggetto in quanto agente delle sensopercezioni.

Ciò vale però solo per il nostro corpo, giacchĂ© quello degli altri – per quanto possiamo coglierlo empaticamente come affine – ci rimane in questo rispetto estraneo e si confonde con gli altri oggetti del mondo.

Pur essendo immersi da sempre nella nostra esperienza corporea, scopriamo il corpo a poco a poco senza ritenere mai una vera esperienza dell’inizio. L’incontro col mondo (volendolo far coincidere con la nascita, cosa niente affatto scontata se consideriamo la progressiva maturazione delle capacità percettive del feto) è segnato da “pena e tormento per prima cosa”; eppure non ce lo ricordiamo: in quel frangente non abbiamo alcuna capacità di discriminare ciò che è dentro da ciò che è fuori, ciò che è nostro da ciò che non lo è. Siamo, a ogni stimolo (una colichetta, il senso di fame), un sentire senza oggetto, totale e totalizzante; stimolo che non è ancora “un” dolore collocato in “una” parte del corpo: siamo dunque noi, in quel momento, tutto-dolore, tutto corpo, tutto disperazione fino alla salvifica poppata che ci rende improvvisamente tutto appagamento e piacere. Un giorno, più in là, scopriremo le “nostre” mani e i “nostri” piedi con curiosità e un po’ di sconcerto.