Fotografia e potere

27 Dicembre 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

“Incompetente”, “sciatto”, “meschino”: così è stato definito sommariamente nei commenti social dell’universo MAGA il lavoro del fotografo Christopher Anderson a corredo di alcuni servizi di Vanity Fair sullo staff della Casa Bianca. L’impressione che i trumpiani hanno avuto è che Anderson “li abbia fatti venire male”; dal campo avverso fioccano commenti del genere di “non li ha resi brutti: sono brutti”, in una celebrazione forse un po’ troppo entusiasta della fotografia come strumento di irriducibile disvelamento della verità. Come sempre quando si parla di fotografia, però, la realtà delle cose va letta attraverso diverse filigrane.

Futuro

8 Dicembre 2025BombaCarta, 🇮🇹 Italiano

“Ibis redibis non morieris in bello”: così – secondo la tradizione – rispondeva la Sibilla Cumana a un soldato. Il responso però è scritto su foglie e, racconta Virgilio:

se mai si leva un lieve vento e dalla porta schiusa si getta sulle foglie e le scompiglia, lei non si dà pensiero di acciuffarle mentre volano via per la caverna, né di ordinarle ancora e ricomporre le parole profetiche. Così tutti se ne ritornano delusi, maledicendo l’antro e la Sibilla.

Quindi “andrai in guerra, tornerai e non morirai” oppure “andrai in guerra, non tornerai e morirai”? Il responso è ambiguo e insoddisfacente.

La Sibilla di Cuma prosegue nel mondo romano la tradizione delle profetesse di Apollo iniziata assai prima in Grecia e il cui centro è Delfi, sede di un oracolo particolarmente celebre:

Mi disse Febo ch’era scritto ch’io m’accoppiassi con la madre mia, e che versassi con le mani mie il sangue di mio padre.

Una profezia apparentemente chiara, senza possibilità di fraintendimento, quella che Edipo cerca di scongiurare lasciando Corinto e i suoi presunti genitori per finire però proprio là dove il vaticinio troverà compimento. A Tebe, di cui nel frattempo è diventato re, arriva anzi un altro responso chiaro: l’assassino di Laio è in città ed è il responsabile della peste che la affligge.

C’era una volta (e c’è ancora)

6 Novembre 2025BombaCarta, 🇮🇹 Italiano

Tutte le favole iniziano allo stesso modo. Il “C’era una volta…” sancisce l’inizio di una storia senza però dire ancora nulla della storia stessa; è piuttosto un monito: fate attenzione perchĂ© ciò che segue è importante. Effettivamente lo è: le favole vengono raccontate, la loro natura piĂą intima è orale e le parole volano, scivolano via come la corrente di un fiume. La favola “avviene” tutta nel presente e non si cura di ciò che fu prima (di quella volta che “c’era”) nĂ© di ciò che avverrĂ  dopo (che “vissero felici e contenti”).

Nella frase “c’era una volta” si raggiunge la massima carica di aspettativa: da questo momento in poi tutto può essere e fra poche sillabe solo qualcosa sarĂ  – e di quel qualcosa verrĂ  raccontato il resto della storia facendo riprecipitare tutte le altre possibili favole in un serbatoio infinito e misterioso cui solo talvolta si accenna con aria solenne (“ma questa è un’altra storia…”).

Eppure, a ben vedere, le favole sembrano tutt’altro che infinite. Anzi, tornano e ritornano: Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pollicino… si direbbe che sono piuttosto sempre le stesse.

L’eterno settembre

16 Ottobre 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

Settembre è già lontano: ci siamo lasciati alle spalle il ricordo delle vacanze e le prime fatiche della ripresa. Il ciclo dell’anno così come lo abbiamo conosciuto a scuola si ripete ancora una volta, più o meno simile a se stesso, celebrando senza troppa gloria il proprio ufficioso capodanno. Anche chi – per lavoro o altre situazioni – sfugge a questi riti collettivi non può sottrarsi a un Paese intero che rallenta durante l’estate e riparte poi bruscamente alla conclusione di agosto. A far eccezione sono piuttosto le “matricole” di ogni ordine e grado che si trovano alle prese con un sistema totalmente nuovo e le sue regole sconosciute.

Tra gli anni Ottanta e i primi Novanta, settembre era il mese in cui si impennava l’accesso di nuovi utenti ai sistemi informatici delle università americane; i gruppi di discussione Usenet venivano improvvisamente saturati dai newbies e dal loro ricorrente afflusso di domande, errori, off-topic; il tutto veniva accolto dagli utenti anziani con reazioni oscillanti fra la benevola pazienza e l’insofferenza esasperata (“RTFM!”), nella consapevolezza che comunque, nel giro di poche settimane, i nuovi arrivati sarebbero diventati abbastanza competenti da far tornare i gruppi alla loro regolare vita quotidiana.

L’immagine strappata

29 Agosto 2025Asterione, 🇮🇹 Italiano

“L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi ignora la fotografia”, scriveva László Moholy-Nagy a proposito di un medium, quello fotografico, che era ancora tutto da capire ed esplorare.

Che l’immagine fotografica – a dispetto della “riproducibilità tecnica” che offre di sé e del mondo reale – sia tutt’altro che obiettiva è un principio, infatti, noto da sempre. Quello spicchio di realtà, di mondo, di esistenza raccolto nel rettangolo dell’inquadratura, è il frutto di un lungo elenco di decisioni.

Alcune sono predeterminate: la qualitĂ  ottica dell’obiettivo, le caratteristiche fisiche del sensore (o, in pellicola, dell’emulsione), il programma con cui l’immagine viene analizzata, compressa, registrata etc. Queste sono tutte decisioni prese prima ancora che l’apparecchio fotografico esista e lo stesso fotografo può controllarle fino a un certo punto (gli algoritmi del cosiddetto “negativo digitale” per esempio, il RAW, sono protetti dal segreto industriale).

Cronaca e simboli

17 Novembre 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Un paio di settimane fa sono diventati virali i video di una ragazza iraniana in biancheria intima e a capo scoperto di fronte a un’università di Teheran (il suo nome, si è poi saputo, è Ahou Daryaei). Il fermo immagine di questa giovane donna apparentemente calma in un contesto in cui basta una ciocca di capelli fuori posto per perdere la vita è diventato immediatamente “iconico” ed è stato presto associato a foto di simile significato come quella, celebre, di piazza Tienanmen.

Per la prima parte della giornata, mentre scorrevo il mio feed (mi riferirò qui a Twitter, che è l’unico social che ancora frequento con una certa regolaritĂ ), pensavo a quanto possano essere potenti le immagini e a quanto abbiamo ancora bisogno di “fotografia” per raccontare il mondo.

A una certa ora il dibattito ha però preso una piega inaspettata. Tutto nasce da un tweet particolarmente infelice di Cecilia Sala.

MentalitĂ 

22 Agosto 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Due pesci si incontrano e uno dice all’altro: “Fredda l’acqua oggi, vero?”. Il secondo risponde:

Acqua? Cos’è l’acqua?

Oltre un secolo di psicoanalisi ci ha abituato al principio che una larga parte della psiche è celata ai nostri stessi occhi: che l’inconscio sia depositario di emozioni, sentimenti, contenuti che non vediamo direttamente è un concetto ormai non particolarmente sorprendente.

Al contrario, risulta molto più difficile accettare che ci sia invisibile qualcosa che abbiamo sotto il naso come nella barzelletta dei pesci. Nel numero di oggi ci riferiamo alla mentalità, intendendo con questo termine l’insieme di idee, griglie interpretative, atteggiamenti attraverso i quali giudichiamo (sia in termini di realtà che di valore) noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda e che riteniamo “indiscutibili”. Sono i nostri assiomi. Lo sono talmente tanto, anzi, che diamo per scontato che siano universali, gli unici possibili: delle realtà autoevidenti e non bisognose di spiegazioni o giustificazioni.

No, il dibattito no!

3 Luglio 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Alcuni giorni fa mi sono trovato coinvolto mio malgrado in una discussione molto virulenta.

Tutto è partito da un commento a un commento nidificato a propria volta in un thread su Twitter senza troppe ambizioni (su uno specifico argomento e con una sola tesi molto circoscritta) cui è seguita una serie di sfide all’OK Corral e una disordinata canizza in cui si è finiti a dibattere molto confusamente de La vita, l’Universo e Tutto Quanto. Poco conta oggi l’oggetto del contendere: mi interessa invece mettere in evidenza i rischi connessi ad alcune abitudini che si sono recentemente consolidate a prescindere da questo singolo episodio.

Il lockdown ha accelerato l’esplosione di alcuni strumenti che erano riservati a più specifiche nicchie: Zoom è uscito dalle segrete stanze della comunicazione inter-aziendale così come Twitch da quelle dei gamers; sono fioriti strumenti di interconnessione (Streamyard etc.) capaci di mandare il feed verso più canali e di gestire commenti, ospiti, spettatori in modo facile ed estemporaneo; un’utenza ritenuta generalmente impaziente (anche giovane o giovanissima) si è adattata molto velocemente alla fruizione di contenuti video lunghi diverse ore.

Un mondo terribilmente complicato

2 Gennaio 2024Asterione, 🇮🇹 Italiano

Questo post è una riedizione, con alcune limature, dell’editoriale scritto per BombaCarta nell’ottobre del 2020.

“Ah, Cindy Sondheim, saresti dovuta nascere in un’altra epoca”, commenta nostalgico l’improbabile Conte Dracula di Amore a primo morso mentre l’amata Cindy manda giù due Xanax con l’aiuto di un bicchiere di champagne.

Le cose erano piĂą semplici, meno complicate. Sai quante donne hanno avuto un esaurimento nervoso nel Quattordicesimo Secolo? Due.

PiĂą semplici, meno complicate.

Meno conoscenze, meno informazioni da elaborare e – al posto loro – una rassegnata fiducia nella Provvidenza, unico argine a una serie di iatture (pestilenze, guerre, calamità) sulle quali si aveva un controllo modesto.

E meno responsabilità: ancora felicemente ignari delle teorie di Freud che ci avrebbero regalato un po’ di autoconsapevolezza, sì, ma anche molti esaurimenti nervosi.

Trasparenze

29 Agosto 2023Asterione, 🇮🇹 Italiano

Alcuni giorni fa avvio Twitter (che proprio non riesco a chiamare “X”) e mi ritrovo in timeline un tweet (che ancora non riesco a chiamare “post”) di Andrea Delogu:

“Non vi siete stancati di dare la vostra opinione? Cioè, senza che nessuno ve lo chieda intendo.”

Le risposte – come sempre in questi casi – variano dall’entusiasmo complimentoso all’offesa puerile, con qualche escursione didascalica sui principi fondamentali della libertĂ . Non seguo Andrea Delogu: il tweet mi appare citato dall’Alieno Gentile (il quale, ricordo, ha una newsletter qui) galleggiante in un flusso indistinto di informazioni e factoids che – nonostante i tentativi – non controllo piĂą io e che sarebbe passato inosservato se non fosse così adeguato al tema che avevo scelto per il numero odierno.

Commenta, opportunamente, l’Alieno:

“La domanda non è per niente peregrina, anche se le risposte sotto il tweet evocano la democrazia, la libertà e prosopopea assortita. Esprimere un’opinione è cosa diversa averla e/o da poterla esprimere. Mentre il dubbio che pur di esprimere qualcosa si scriva, senza averla, c’è.”