Complessità

27 Marzo 2022Twitter threads, 🇮🇹 Italiano

Due parole sulla tanto bistrattata (e abusata, di questi tempi) complessità.

“Tolleranza alla complessità” non significa sapere tante cose, essere molto intelligenti, aver studiato a lungo i dettagli di un sistema oscuro ai più.

Tollerare la complessità significa essere capaci di porsi di fronte a un’immagine che non siamo in grado di decifrare immediatamente e accettarne le ambiguità e le incertezze. Significa mantenere uno sguardo inquisitivo con la consapevolezza che il disegno finale potrebbe non apparire mai. Senza l’urgenza quindi di raggiungere una conclusione – una qualunque – pur di arrivare alla formulazione di un giudizio.

Insisto sempre sull’associazione fra tolleranza alla complessità ed esperienza estetica: nell’Arte, questa “evasione” del senso ultimo di un’opera è costitutiva. Un continuo rimando ad altro, che non possiamo veramente apprezzare se dobbiamo subito “chiudere” il cerchio.

La conoscenza che si cerca ed eventualmente si ottiene è più di tipo sintetico che analitico (in questo la differenza tra complesso e complicato).

Ma l’esperienza prima di chi si pone di fronte alla complessità non è “sapere”: al contrario, è proprio il “non sapere”.

Thread originale

Vivere poeticamente, vivere realmente

1 Ottobre 2008Pubblicazioni, 🇮🇹 Italiano

La poesia può essere facilmente e banalmente identificata con una mera espressione degli stati d’animo del poeta, quasi che si tratti di un lavoro di introspezione cui segue la ricerca di una forma sufficientemente suggestiva da trasmettere questi contenuti introspettivi in modo efficace.

Molti poeti in erba affrontano la pagina innanzitutto a scopo “liberatorio”, per appagare un bisogno di trasmettere e condividere ciò che altrimenti rimarrebbe confinato all’interno della propria dimensione interna; è facile però che questo si riduca ad uno sbrodolamento autoreferenziale che si esaurisce nel momento stesso in cui si compie. L’esperienza della mailing list di BombaCarta, in cui ciclicamente si propongono dinamiche del genere, insegna che questo è un atteggiamento frequente, a volte quasi estremo, monologante. Più è radicale, più è difficile per l’autore sopportare la frustrazione di non essere capito o accolto. Criticare l’opera equivale in quel caso a criticare la persona stessa dell’autore, dal momento che questi la porta come rappresentazione piena e spontanea di sé. La frustrazione maggiore sembra legata allo stupore nel vedere che pochi versi che appaiono a chi li abbia scritti così pieni di emozione, senso, valore, risultino al lettore invece privi di interesse o di significato, se non addirittura fastidiosi. Tutto ciò non è un fatto negativo (anzi! direi che è un passaggio quasi inevitabile), purché apra un nuovo orizzonte in cui la parola poetica non debba semplicemente “espellere” un contenuto emotivo, ma lo debba anche realmente condividere e trasmettere (e ciò presuppone la relazione con un ascoltatore). In questo senso, una mailing list come quella di BombaCarta diventa uno strumento di crescita personale, ben oltre il valore “tecnico” dei suggerimenti che possano esprimersi nelle varie discussioni. (altro…)